Il tempo sta passando e ho imparato a fare le sottrazioni.
Tolgo, e sempre meno voglio.
Meno rumore, meno corse senza meta,
meno parole vuote che si dissolvono nel vento.
Tolgo i tacchi che facevano male ai piedi,
e con loro le maschere che pesavano sul cuore.
Scelgo passi comodi, sinceri, strade che non graffiano l’anima per arrivare chissà dove.
Tolgo i vestiti che stringono, le abitudini che soffocano, le persone che restano solo per convenienza, e non per amore, non per verità.
Voglio meno, ma quel poco sia vero.
Un caffè lento al mattino, una voce che mi chiama con affetto, una casa che profuma di pace, una vita che non chiede di essere corsa, ma vissuta.
E mentre tolgo, mi accorgo che guadagno.
Guadagno spazio per respirare, tempo per fermarmi a guardare il cielo, luce per distinguere chi resta da chi finge, silenzio per ascoltare me stessa.
Il tempo passa, ed è un dono.
Mi insegna che nel sottrarre c’è la vera ricchezza.
(Marika Campeti)
Non si scrive per dire qualcosa, si scrive perché si ha qualcosa da dire...
sabato 20 dicembre 2025
venerdì 14 febbraio 2025
9 anni senza te
"Quando le persone se ne vanno, almeno fisicamente, da questa terra, conviviamo con una sensazione strana per tutti i mesi e gli anni a seguire.
Da un lato la razionalità ci permette di capire che non li rivedremo più, da un altro lato ci sentiamo come se quelle persone fossero semplicemente partite e si trovassero lontane, in un posto dove non basta un volo per arrivare e dove non c’è social o connessione che tenga! Da nove anni convivo con questa sensazione. E nove anni sono così tanti che quasi faccio fatica a ricordare la sua voce. Però ricordo ogni giorno chi era e che persona mi ha insegnato ad essere. E alla fine credo si intenda questa per vera “vita eterna”, ciò che di noi lasciamo in terra, nei nostri figli o nel cuore di chi abbiamo incontrato e conosciuto nel corso della nostra vita. Ogni giorno che passa, mentre percorro il mio cammino, scopro di essere il risultato di ciò che mi è stato mostrato e insegnato. Ogni giorno che passa ritrovo in me così tanto di mio padre e rinnovo quotidianamente un senso di orgoglio che mi fa percepire come nettamente inferiori anni che invece iniziano ad essere tanti. Anche oggi so che lui c’è e che in verità non è andato poi così lontano, anche quando ogni natale ho quella strana sensazione di non aver mandato proprio a tutti gli auguri, anche quando mi sembra manchi sempre un regalo all’appello. Però lui c’è, lo ritrovo in moltissimi miei comportamenti, nel modo in cui guardo il mondo e le persone, nel modo in cui affronto la mia vita e tutto ciò che arriva. Nove anni fa non lo avrei mai detto!
Quindi mi dico: “al diavolo la voce!”. Ricordo i suoi occhi, il suo sguardo, la sua risata e la persona gentile che sapeva essere con tutti. Questo è di più. Molto di più."
domenica 13 novembre 2022
Ancora tu? Non dovevamo vederci più?
Ancora tu? Non dovevamo vedeci più?
Eppure il tuo ritorno è stato una nuova grande scuola di vita, il momento del discernimento, quell’attimo nel quale riesci a comprendere tante cose. È il momento della crescita interiore, dell’introspezione profonda, della valutazione e rivalutazione di momenti che pensavi dimenticati o importanti o insignificanti. La malattia può essere il momento dell’inversione di rotta, della saggezza, dello sguardo limpido verso tutto ciò che si ha intorno, verso se stessi e la vita intera. È il momento delle scelte importanti della chiarezza ma soprattutto è il momento del coraggio e della forza. È il tempo della consapevolezza, della lucida analisi e della valutazione di se stessi. È il tempo in cui tutto ci appare diverso e si è intolleranti verso tutto ciò che per noi è futile e secondario. Ma per qualcuno può essere anche un altro tempo. Quello del buio totale.
Siamo tutti diversi nell’affrontare questa prova. Credo che solo nel dolore profondo dell’anima si riesca a capire il vero messaggio a noi destinato. Sta a noi, poi, continuare la vita con le nuove consapevolezze. Il problema è che sei solo in questa nuova visione delle cose. Perché dopo quello che hai passato, dopo tutto quello che hai visto, che hai sofferto, credi di avere il diritto di cercare il tuo equilibrio e la tua serenità seguendo le tue regole e non quelle degli altri.
Quando i dottori ti dicono che tutto è andato bene ti senti un “sopravvissuto”. Potevi morire e invece sei ancora vivo. Ti hanno dato un’altra possibilità! Sai benissimo che l’eventualità del ritorno è elevata; sei conscia che il tuo fisico non è più quello di prima e che dovrai convivere con un mucchio d’acciacchi; non dimentichi mai che non farai più progetti a lunga scadenza e che cercherai di stare bene oggi. Poi, domani si vedrà. Punterai alle cose che credi ti possano rendere felice, perché tu sei importante, tu devi essere il centro della tua vita. La malattia t’ha semplicemente insegnato che devi combattere per vincere il nemico. Di qualsiasi fottuta natura si tratti. Le cicatrici che hai sulla pelle col tempo sbiadiscono. Quelle che hai nell’anima saranno le tue nuove compagne di vita e t’aiuteranno a non dimenticare. Ti diranno parole nei momenti del silenzio profondo e ti ricorderanno che, comunque vadano le cose, non si deve mai perdere la speranza, non si deve mai smettere di lottare e di credere in se stessi … non si deve mai perdere la voglia di vivere ... Mai!
Eppure il tuo ritorno è stato una nuova grande scuola di vita, il momento del discernimento, quell’attimo nel quale riesci a comprendere tante cose. È il momento della crescita interiore, dell’introspezione profonda, della valutazione e rivalutazione di momenti che pensavi dimenticati o importanti o insignificanti. La malattia può essere il momento dell’inversione di rotta, della saggezza, dello sguardo limpido verso tutto ciò che si ha intorno, verso se stessi e la vita intera. È il momento delle scelte importanti della chiarezza ma soprattutto è il momento del coraggio e della forza. È il tempo della consapevolezza, della lucida analisi e della valutazione di se stessi. È il tempo in cui tutto ci appare diverso e si è intolleranti verso tutto ciò che per noi è futile e secondario. Ma per qualcuno può essere anche un altro tempo. Quello del buio totale.
Siamo tutti diversi nell’affrontare questa prova. Credo che solo nel dolore profondo dell’anima si riesca a capire il vero messaggio a noi destinato. Sta a noi, poi, continuare la vita con le nuove consapevolezze. Il problema è che sei solo in questa nuova visione delle cose. Perché dopo quello che hai passato, dopo tutto quello che hai visto, che hai sofferto, credi di avere il diritto di cercare il tuo equilibrio e la tua serenità seguendo le tue regole e non quelle degli altri.
Quando i dottori ti dicono che tutto è andato bene ti senti un “sopravvissuto”. Potevi morire e invece sei ancora vivo. Ti hanno dato un’altra possibilità! Sai benissimo che l’eventualità del ritorno è elevata; sei conscia che il tuo fisico non è più quello di prima e che dovrai convivere con un mucchio d’acciacchi; non dimentichi mai che non farai più progetti a lunga scadenza e che cercherai di stare bene oggi. Poi, domani si vedrà. Punterai alle cose che credi ti possano rendere felice, perché tu sei importante, tu devi essere il centro della tua vita. La malattia t’ha semplicemente insegnato che devi combattere per vincere il nemico. Di qualsiasi fottuta natura si tratti. Le cicatrici che hai sulla pelle col tempo sbiadiscono. Quelle che hai nell’anima saranno le tue nuove compagne di vita e t’aiuteranno a non dimenticare. Ti diranno parole nei momenti del silenzio profondo e ti ricorderanno che, comunque vadano le cose, non si deve mai perdere la speranza, non si deve mai smettere di lottare e di credere in se stessi … non si deve mai perdere la voglia di vivere ... Mai!
venerdì 31 luglio 2020
Io qui, tu lì
"Io qui, tu lì.
Viviamo una vita parallela.
Ci svegliamo in letti diversi, sempre con un lato un po' più freddo, sempre con un paio d'occhi in meno da guardare.
Un caffè al volo quando va male o una tazza di latte con due biscotti da bagnare.
Viviamo in parallelo, tra una giornata di pioggia ed una di sole. Diversamente, allegramente, pesantemente ma viviamo e sudiamo questa vita che a volte abbracciamo per farla sembrare meno dura, altre, la prendiamo a calci per le tante prove che ti chiede di superare.
Viviamo una vita parallela tra alti e bassi, tra fregature e arrabbiature, tra sorrisi capovolti e risate fragorose, tra amicizie e passeggiate, tra un cinema ed un piatto di spaghetti allo scoglio. Viviamo bene nonostante la mancanza, nonostante la distanza, nonostante. Viviamo parallelamente tutto questo ed altro, ma l'amore, l'amore che abbiamo incollato addosso, di incontrarsi, non ha smesso mai."
Viviamo una vita parallela.
Ci svegliamo in letti diversi, sempre con un lato un po' più freddo, sempre con un paio d'occhi in meno da guardare.
Un caffè al volo quando va male o una tazza di latte con due biscotti da bagnare.
Viviamo in parallelo, tra una giornata di pioggia ed una di sole. Diversamente, allegramente, pesantemente ma viviamo e sudiamo questa vita che a volte abbracciamo per farla sembrare meno dura, altre, la prendiamo a calci per le tante prove che ti chiede di superare.
Viviamo una vita parallela tra alti e bassi, tra fregature e arrabbiature, tra sorrisi capovolti e risate fragorose, tra amicizie e passeggiate, tra un cinema ed un piatto di spaghetti allo scoglio. Viviamo bene nonostante la mancanza, nonostante la distanza, nonostante. Viviamo parallelamente tutto questo ed altro, ma l'amore, l'amore che abbiamo incollato addosso, di incontrarsi, non ha smesso mai."
martedì 25 settembre 2018
23 settembre 2018
Mi sono innamorata di lui, quando ho riconosciuto la stessa mia forza di carattere. Mi sono accorta di esserne innamorata, quando ogni pensiero correva a cercarlo.
Mi sono innamorata prima del suo cuore, e poi dei suoi modi di fare. Mi sono innamorata della sua voce, dio che voce!
Mi sono innamorata dei suoi occhi e delle sue labbra, mi sono innamorata dei suoi sguardi. E più mi innamoravo di lui, e più finivo con imparare ad amare me stessa.
E mi innamoro ancora di lui, ogni giorno, ogni momento, ogni istante.
Credo che continuerò ad innamorarmi di lui ogni giorno della mia vita.
(Mya Antares)
sabato 24 marzo 2018
L'amore
Io ho il mio concetto forse strano di amore. Che non è certo continua seduzione, o scenate, o una tetta che sbuca fuori o un mazzo di fiori.
Amore per me è voltarmi e sapere che ci sei a proteggermi le spalle anche se distanti. È cercare la tua mano e trovarla, lì accanto. È parlare... tuffarmi tra le tue braccia, i tuoi discorsi e il profumo che indossa la tua pelle. È riconoscerti tra mille, tu con la tua voce ed i tuoi occhi. È rispetto l'amore. È tornare anche dopo un grande litigio, che mette in crisi i momenti mai il cuore. È resistenza l'amore. Mica uno può esser sexy, strabiliante o super eroe sempre... quelli son film e nient'altro. L'amore vero è sacrificio, è dolore a volte. È distacco spesso e poi ritorno. Son notti stretti a scaldarsi dal freddo o a far dolce l'amore. È conoscenza dell'animo dell'altro. È cura. È andare insieme a fare la spesa e ritrovarsi a sorridere perché io in perenne dieta infilo nel carrello qualcosa di dolce. È il tuo sguardo che ogni giorno mi sussurra che con me sei felice. È la tua telefonata per sapere se ho avuto problemi con la neve o semplicemente per dirmi "sto tornando a casa". È il mio "scrivimi quando arrivi a casa" e i nostri buongiorno appena apriamo gli occhi o la buonanotte come ultimo pensiero della notte. Sono i fine settimana insieme... ed i silenzi che sanno di serenità. L'amore vero è come un libro, di quelli che tieni sul comodino o in grembo durante un lungo viaggio in treno. È un percorso non facile. È una mano stretta stretta alla tua. È guardare insieme la stessa direzione ed urlare dentro "Io con te ci voglio invecchiare". L'amore sei tu, sono io. L'amore siamo noi!
Amore per me è voltarmi e sapere che ci sei a proteggermi le spalle anche se distanti. È cercare la tua mano e trovarla, lì accanto. È parlare... tuffarmi tra le tue braccia, i tuoi discorsi e il profumo che indossa la tua pelle. È riconoscerti tra mille, tu con la tua voce ed i tuoi occhi. È rispetto l'amore. È tornare anche dopo un grande litigio, che mette in crisi i momenti mai il cuore. È resistenza l'amore. Mica uno può esser sexy, strabiliante o super eroe sempre... quelli son film e nient'altro. L'amore vero è sacrificio, è dolore a volte. È distacco spesso e poi ritorno. Son notti stretti a scaldarsi dal freddo o a far dolce l'amore. È conoscenza dell'animo dell'altro. È cura. È andare insieme a fare la spesa e ritrovarsi a sorridere perché io in perenne dieta infilo nel carrello qualcosa di dolce. È il tuo sguardo che ogni giorno mi sussurra che con me sei felice. È la tua telefonata per sapere se ho avuto problemi con la neve o semplicemente per dirmi "sto tornando a casa". È il mio "scrivimi quando arrivi a casa" e i nostri buongiorno appena apriamo gli occhi o la buonanotte come ultimo pensiero della notte. Sono i fine settimana insieme... ed i silenzi che sanno di serenità. L'amore vero è come un libro, di quelli che tieni sul comodino o in grembo durante un lungo viaggio in treno. È un percorso non facile. È una mano stretta stretta alla tua. È guardare insieme la stessa direzione ed urlare dentro "Io con te ci voglio invecchiare". L'amore sei tu, sono io. L'amore siamo noi!
venerdì 5 gennaio 2018
Sesso o amore: questo è il problema!
Fare l’amore è una delle esperienze più importanti e belle che si possano vivere insieme ad un’altra persona. Ci sono persone che sostengono di fare sempre l’amore e altre che dicono di avere sempre rapporti sessuali. Quel che è certo è che non esiste una sola risposta giusta, ma che ogni persona è distinta e percepisce le situazioni in modo diverso.
A volte basta uno sguardo per capirsi con una persona: se ci guarda, sappiamo esattamente cosa vuole dire, senza che siano necessarie parole.
Fare l’amore significa divertirsi.
Divertirsi con qualcuno, condividere momenti piacevoli crea una grande intimità e complicità. A volte, per proteggerci, ci manteniamo seri, anche se il senso dell’umorismo e l’autoironia sono qualità che creano empatia e che favoriscono l’avvicinamento.
Fare l’amore significa dimostrare affetto.
Fare l’amore non significa solo stare a letto con un’altra persona e avere un rapporto sessuale. Fare l’amore significa accarezzare, guardare un’altra persona, godersi l’intimità che si crea insieme.
L’affetto, inoltre, si dimostra aiutando e sostenendo la persona che amiamo quando ne ha bisogno, dandole un abbraccio quando è triste, mostrando il nostro supporto con una semplice carezza.
Fare l’amore significa essere se stessi.
La sessualità include molte più cose che il proprio atto sessuale, perché non si tratta solo di condividere il letto con qualcuno, fare sesso e sparire. La sessualità può manifestarsi in mille modi: una semplice passeggiata mano nella mano, uno sguardo profondo davanti la luce di una candela, il semplice sfiorarsi, un messaggio fuori orario, un incontro in un luogo inaspettato.
Sembra che abbiamo paura di essere noi stessi; non temiamo che vedano il nostro corpo nudo, ma nascondiamo la nostra anima nel profondo, affinché nessuno la veda.
Serve coraggio per mostrare chi siamo e come siamo, per mostrare i nostri difetti, le nostre virtù e le nostre miserie. Tuttavia, solo essendo noi stessi potremo godere di una relazione piena con un’altra persona, smettendo di essere il personaggio che decidiamo di interpretare e permettendoci di essere chi siamo.
domenica 10 dicembre 2017
Gli aggettivi dell'amore
Cos'è l'amore? Quante volte abbiamo sentito questa domanda: tante volte l'abbiamo chiesto e altrettante ci è stato chiesto.
Mille volte è stato detto: "L'amore è un sentimento". Elementare...più in generale scolastica questa risposta.
Riduttiva dico io...perché l'amore è un sentimento forte, tanto forte che non tutti hanno questa forza e quindi non tutti sanno amare. Ognuno di noi ha un passato...il proprio vissuto rende la persona unica e allo stesso tempo fragile e vulnerabile. Non puoi conoscere il vissuto di una persona e, quindi, la persona stessa finché non lo ascolti...e lo ascolti quando ti siedi accanto a lei e ti apre il suo cuore e anche tu apri il tuo cuore.
L'amore è un sentimento pauroso. L'amore spaventa perché spesso incontriamo una persona bella ma ci spaventa. Abbiamo paura di amare perché abbiamo sofferto e abbiamo paura di soffrire ancora. Ma se senti che è la persona giusta buttati a capofitto, rischia, lotta, ama e lasciati andare alle emozioni.
L'amore, quindi, è emozione!
L'amore è un fiore perché va coltivato come un fiore...ogni singolo giorno. Non c'è nulla di più bello che trovare qualcuno simile a te, con le tue stesse ferite e paure. Qualcuno di puro e sincero con cui puoi essere finalmente te stesso. Cosa rara ma quando succede non lasciartelo scappare!
Mille volte è stato detto: "L'amore è un sentimento". Elementare...più in generale scolastica questa risposta.
Riduttiva dico io...perché l'amore è un sentimento forte, tanto forte che non tutti hanno questa forza e quindi non tutti sanno amare. Ognuno di noi ha un passato...il proprio vissuto rende la persona unica e allo stesso tempo fragile e vulnerabile. Non puoi conoscere il vissuto di una persona e, quindi, la persona stessa finché non lo ascolti...e lo ascolti quando ti siedi accanto a lei e ti apre il suo cuore e anche tu apri il tuo cuore.
L'amore è un sentimento pauroso. L'amore spaventa perché spesso incontriamo una persona bella ma ci spaventa. Abbiamo paura di amare perché abbiamo sofferto e abbiamo paura di soffrire ancora. Ma se senti che è la persona giusta buttati a capofitto, rischia, lotta, ama e lasciati andare alle emozioni.
L'amore, quindi, è emozione!
L'amore è un fiore perché va coltivato come un fiore...ogni singolo giorno. Non c'è nulla di più bello che trovare qualcuno simile a te, con le tue stesse ferite e paure. Qualcuno di puro e sincero con cui puoi essere finalmente te stesso. Cosa rara ma quando succede non lasciartelo scappare!
domenica 15 ottobre 2017
23 settembre 2017...mi sto giocando il cuore...
Un giorno, quando meno te lo aspetti incontri una persona, incroci il suo sguardo e la parte più intima di te già sa che ti cambierà la vita, ma tu invece, incurante, sorvoli e procedi per la tua strada come tutti i giorni. Arriva sera, ti sdrai sul letto e ti viene in mente quello sguardo e inaspettatamente percepisci una strana emozione che fa vibrare il tuo corpo... E’ la tua parte più intima che ha deciso di farsi sentire, ti vuole felice, ti vuole viva e ti fa pensare che quella persona potrebbe essere la tua metà perfetta. Inizia così....provando a capire se anche lui pensa la stessa cosa e un giorno gli sguardi si incrociano, i sorrisi si fanno più maliziosi e finalmente si scambiano due parole... poi tre... poi quattro. Poi un caffè e finalmente arriva la sera giusta!
E’ li per te... imbarazzata lo guardi, lo riguardi, lo ascolti e speri che ti baci, che venga travolto dalla stessa passione che sta facendo vibrare il tuo corpo. Ti sfiora la mano e l’eccitazione sale ai piani superiori di un grattacielo, li dove sei più vicina al cielo dove tutto è più blu, misterioso e infinito. Vi guardate e le sue labbra sfiorano le tue... cosa stai facendo? Ti sei rimbecillita? Una quattordicenne illusa!!! No! Ci pensa la tua parte più intima a bloccare questi futili pensieri e ti lascia cadere inerte tra quelle labbra, e quelle braccia... ma è inebriante quella sensazione che ti fa sentire viva, anche il solo sentire i suoi capelli scivolare fra le tue dita ti fa scoprire come anche il tatto possa farti vivere delle emozioni a occhi chiusi.
Pensi di chiudere gli occhi per abbandonarti a lui e far cadere ogni tua difesa (è così che hai sempre vinto la parte più intima di te... è così che perdevi la razionalità!)...non questa volta...questa volta ti stupisci perché vuoi guardare il suo viso e incrociare il suo sguardo....vuoi guardare il volto di chi sta entrando nella tua vita in punta di piedi per non fare rumore...lui è così...ma non sa ancora che dentro te ha già fatto tanto rumore!
E’ li per te... imbarazzata lo guardi, lo riguardi, lo ascolti e speri che ti baci, che venga travolto dalla stessa passione che sta facendo vibrare il tuo corpo. Ti sfiora la mano e l’eccitazione sale ai piani superiori di un grattacielo, li dove sei più vicina al cielo dove tutto è più blu, misterioso e infinito. Vi guardate e le sue labbra sfiorano le tue... cosa stai facendo? Ti sei rimbecillita? Una quattordicenne illusa!!! No! Ci pensa la tua parte più intima a bloccare questi futili pensieri e ti lascia cadere inerte tra quelle labbra, e quelle braccia... ma è inebriante quella sensazione che ti fa sentire viva, anche il solo sentire i suoi capelli scivolare fra le tue dita ti fa scoprire come anche il tatto possa farti vivere delle emozioni a occhi chiusi.
Pensi di chiudere gli occhi per abbandonarti a lui e far cadere ogni tua difesa (è così che hai sempre vinto la parte più intima di te... è così che perdevi la razionalità!)...non questa volta...questa volta ti stupisci perché vuoi guardare il suo viso e incrociare il suo sguardo....vuoi guardare il volto di chi sta entrando nella tua vita in punta di piedi per non fare rumore...lui è così...ma non sa ancora che dentro te ha già fatto tanto rumore!
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domenica 27 novembre 2016
E' quasi Natale
Ciao papà,
è quasi Natale e tu non ci sei!
La tua morte è per me un trauma enorme, ed è come se fosse iniziato ieri, tanto è pungente questo dolore, che mi ha investito come una botta sorda, senza parole, ed io ora trovo quelle da dirti.
Trovo il tempo di un sorriso, amaro, nel pensare che forse saresti orgoglioso di me ora per come provo ad affrontare la vita senza te, ma soprattutto sorrido dell’ironia della vita, che nella morte restituisce la dimensione più vera, l’essenza, a tutte le cose.
Io e te ci capivamo al volo, e quando ti vidi morto pensai che volevo ancora le tue parole, e che il nostro dialogo non poteva interrompersi così.
Tra noi c’era un’armonia perfetta, una simbiosi totale, e benché siamo stati insieme 40 anni non era ancora abbastanza, ero ancora avida della tua presenza, della tua voce, della tua risata, di tutti quei momenti in cui la vecchia quercia non si era ancora piegata e mi donava ancora la sua pace.
Eri un uomo con il dono di farsi voler bene da tutti. Così brillante e generoso di sé che chiunque, uomo o donna, ti donava subito la propria amicizia, e ti apriva immediatamente il proprio cuore.
Mi manchi papà...uso la parola papà, quella che ho sempre scelto pensando a te, perché soltanto gli ultimi mesi della malattia e la fragilità mi hanno mostrato una parte che è sempre stata nascosta dal tuo essere un uomo rigoroso, talvolta severo, spesso inflessibile.
Voglio dirti grazie, per avermi insegnato la vita. Per essere stato un esempio, pur con le tue imperfezioni di uomo, e avermi fatto capire quanto sia importante guardare più in là del proprio naso e allenare la mente e il cuore a pensare in grande pur restando con i piedi per terra.
Ti vedo ancora, come fosse adesso, metterti al centro dell'attenzione insieme agli amici di sempre, in quel tuo modo buffo e improvvisato, con quell'ironia che ha sempre conquistato tutti i presenti e allargato la loro bocca al sorriso.
Ed è anche per questo che tutti ti hanno voluto bene.
Sono frammenti di memoria per me indelebili, che mi aiutano a disegnare i contorni della tua anima, adesso che non hai più un corpo.
Sono momenti preziosi, dentro la valigia che mi lasci sulla strada della vita, che contiene il tuo insegnamento più importante: l’onestà. Quella che hai sempre avuto...quella a cui, grazie a te, non saprò mai rinunciare.
Papà, quando sto in silenzio mi sembra ancora di sentire la tua voce....e certe sere mi ritrovo ancora ad apparecchiare per tre....
Uno è il mio dolore, quello di averti perso, una è la mia domanda: sei sereno ora? Domanda a cui non c'è risposta, domanda che mi rifarò ogni giorno della mia vita…
Ma se è vero che chi muore ci guarda da lassù, allora spero che tu mi assista e che sia orgoglioso di me, perché di me stessa non lo sono per le troppe scelte sbagliate che ho fatto, per tutte le volte che ti ho fatto andare su tutte le furie…
Tante sono le cose che avrei voluto dirti, tutte quelle parole che un po' per imbarazzo, un po' per orgoglio non si dicono tra padre e figlia… ma che si trasmettono col cuore!!! Ed io e te ci amavamo tanto anche se non ce lo siamo mai detti...
Ciao papà.
lunedì 21 settembre 2015
alla mia mamma...
A TE, CHE SAI AFFRONTARE LA VITA CON LA FORZA CHE SPESSO MANCA A ME, A TE CHE CI SEI SEMPRE, NONOSTANTE I MIEI DIFETTI E LA MIA TESTA CHE SPESSO NON ASCOLTA, A TE..CHE RITROVO DOPO OGNI SCONFITTA PRONTA A SORREGGERMI E A DARMI LA FORZA DI RISALIRE, A TE..CHE SEI IL MIO SOLE QUANDO TUTTO IL RESTO SEMBRA RABBUIARE, A TE MAMMA CHE DI QUESTA VITA HAI CONOSCIUTO LA SOFFERENZA E DELLA SOFFERENZA NE HAI SAPUTO FARE FORZA, A TE CHE SPESSO MI VEDI ALLONTANARE PERCHÉ LA VITA, QUESTA VITA A VOLTE METTE A DURA PROVA E L’UNICA SOLUZIONE PER USCIRNE A VOLTE PER ME È LA SOLITUDINE, A TE CHE COMUNQUE SIA SIAMO STATE SEMPRE “IO E TE”, A TE DICO GRAZIE, PER I RIMPROVERI CHE MAI HO SAPUTO ACCETTARE, PER LE LACRIME CHE MAI HAI POTUTO VERSARE, PER I SORRISI CHE IL BUIO DELL’ANIMA SPESSO SOFFOCAVA, A TE CHE ERI SOLO UNA BAMBINA E CHE PER ME SEI DOVUTA DIVENTARE DONNA TROPPO PRESTO, A TE CHE SPESSO NON HO SAPUTO CAPIRE O NON HO VOLUTO..
PERCHÉ UN FIGLIO È EGOISTA, PRETENDE SEMPRE TUTTO SENZA DARE, A TE CHE DA DONNA ADESSO GUARDO CON ALTRI OCCHI ED ANCHE SE SPESSO NON È STATO FACILE..TI GIURO MAMMA CHE SE DOVESSI RINASCERE ALTRE MILLE VOLTE..PER ALTRE MILLE VOLTE RISCEGLIEREI TE PER GUIDARMI IN QUESTO CAMMINO! TI AMO, TUA FIGLIA!
(di: Serena Takdeer)
PERCHÉ UN FIGLIO È EGOISTA, PRETENDE SEMPRE TUTTO SENZA DARE, A TE CHE DA DONNA ADESSO GUARDO CON ALTRI OCCHI ED ANCHE SE SPESSO NON È STATO FACILE..TI GIURO MAMMA CHE SE DOVESSI RINASCERE ALTRE MILLE VOLTE..PER ALTRE MILLE VOLTE RISCEGLIEREI TE PER GUIDARMI IN QUESTO CAMMINO! TI AMO, TUA FIGLIA!
(di: Serena Takdeer)
lunedì 25 agosto 2014
Da un letto in prestito...
"17.06.2014"
«Nonostante tutte le perdite e le privazioni che ho subito, io amo ardentemente la vita, amo la vita per la vita e, davvero, è come se tuttora io mi accingessi in ogni istante a dar inizio alla mia vita [...] e non riesco tuttora assolutamente a discernere se io mi stia avvicinando a terminare la mia vita o se sia appena sul punto di cominciarla: ecco il tratto fondamentale del mio carattere; ed anche, forse, della realtà». (cit. Fëdor Dostoevskij)
«Nonostante tutte le perdite e le privazioni che ho subito, io amo ardentemente la vita, amo la vita per la vita e, davvero, è come se tuttora io mi accingessi in ogni istante a dar inizio alla mia vita [...] e non riesco tuttora assolutamente a discernere se io mi stia avvicinando a terminare la mia vita o se sia appena sul punto di cominciarla: ecco il tratto fondamentale del mio carattere; ed anche, forse, della realtà». (cit. Fëdor Dostoevskij)
venerdì 31 gennaio 2014
È ora....
È ora di stendere le mie
bianche vele alla leggera brezza di sud-est che mi annuncia essere giunta l’ora
di partire ancora una volta verso quella linea dell’orizzonte che la mia barca
non raggiungerà mai. Ma dietro quell'orizzonte ci sono altre terre, altri amici
che vorrei conoscere meglio prima di doverli lasciare.
Destino del marinaio, sempre
insoddisfatto, perché pensa che, sull'altra riva, sempre più lontano, debba
trovarsi quel che cerca.
(Bernard Moitessier)
domenica 10 novembre 2013
Reggio Calabria tra fiaba e realtà...
Si sa che le guide e i portali
turistici aggiungono qualcosa di pittoresco e a tratti irreale ai luoghi e alle
città che descrivono... è una strategia innocente per attrarre l'attenzione del
lettore / utente, il quale affascinato e con la curiosità stuzzicata al punto
giusto sarà spinto a visitare quel luogo. Non ci vedo nulla di male... anche
perché su una guida o sito internet del genere non si può certo parlare dei
problemi sociali, del degrado delle periferie o peggio ancora dell'emergenza
rifiuti, dell'abusivismo edilizio o di corruzione e collusione mafiosa... ci sono altri
contesti in cui parlare di ciò... e di certo ci sarebbe a lungo da discutere...
Ci tengo a dire che Reggio è
molto di più di quello che le varie guide turistiche o portali turistici
contengono...
Non racconterò le origini e la
storia di una città del Sud la cui identità culturale, a prima vista, sembra
seppellita insieme con gli antichi palazzi e monumenti... non dirò della Città
della Fata Morgana, né del fascino accattivante del suo Lungomare dove si può
passeggiare per più di un chilometro con un panorama mozzafiato e una fresca
brezza marina, né delle suggestioni dei paesaggi, della vegetazione, dei colori
del mare, ora azzurro ora blu, e dei profumi della zagara e del bergamotto...
Sarebbe ipocrita da parte mia
non ammettere che quello che Reggio Calabria ha vissuto in questi ultimi tre
anni è la pagina più triste della Città ma agli occhi attenti di chi vive nella
mia città (per nascita o professione) non sfugge l'esistenza di un'altra Reggio
che mai nessun foglio di carta o pagina internet può contenere...
Mi riferisco a chi convinto
che uno scontrino può fare la differenza si riempie la macchina o la borsa di cartacce per non sporcare una via
già deturpata. Ai molti che la lasciano per andare ad affermarsi altrove con la "vergogna" di essersene andati perché "le cose" non sono riusciti a
cambiarle, ma con nel cuore e nell'anima il desiderio di farlo, ed infine
costretti a lasciarla portano con sé questa città con la rabbia e la malinconia
di chi lascia pur amando tanto, ma tornano magari solo per rivederla, e si
comportano come innamorati delusi, perché da dove vengono "l'autobus passa
ad orario". A chi non accetta di essere spettatore silenzioso di una crisi
e si rimbocca le maniche ogni giorno per cercare di cambiare qualcosa, perché
convinto che anche il mare è fatto di tante gocce..e vi assicuro che gli esempi
sono tanti: a cominciare da chi fa chilometri per differenziare la spazzatura
di casa perché nella zona dove abita i cassonetti della differenziata non ci
sono o sono inagibili, per finire da chi nella zona sud della città è stata
vista munita di guanti mentre riponeva, con pazienza, nel cassonetto la
spazzatura che altri avevano lasciato fuori...tutto ciò senza clamori ma sotto
lo sguardo attento ed ammirato di una cara amica con cui insieme mi inchino
davanti a quest'esempio di amore vero nei confronti della propria città.. città
che, purtroppo, subisce spesso e proprio da parte dei suoi cittadini d'origine
e/o adottivi, offese ed affronti di ogni genere.
Quindi, se vogliamo attaccare
non attacchiamo la città e le sue bellezze, ma il modo di governarla
consolidatosi attraverso una gestione sfacciatamente privatistica della cosa
pubblica... la differenza è enorme... non si sputa nel piatto dove si mangia!
“Questo mare è pieno di voci e questo cielo è pieno di visioni.
Ululano ancora le Nereidi obliate in questo mare, e in questo cielo
spesso ondeggiano pensili le città morte.
Questo è un luogo sacro, dove le onde greche vengono a cercare le
latine; e qui si fondono formando nella serenità del mattino un immenso bagno
di purissimi metalli scintillanti nel liquefarsi, e qui si adagiano rendendo,
tra i vapori della sera, immagine di grandi porpore cangianti di tutte le
sfumature delle conchiglie.
È un luogo sacro questo.
Tra Scilla e Messina, in fondo al mare, sotto il cobalto azzurrissimo,
sotto i metalli scintillanti dell’aurora, sotto le porpore iridescenti
dell’occaso, è appiattata, dicono, la morte; non quella, per dir così, che
coglie dalle piante umane ora il fiore ora il frutto, lasciando i rami liberi
di fiorire ancora e di fruttare; ma quella che secca le piante stesse; non
quella che pota, ma quella che sradica; non quella che lascia dietro sé
lacrime, ma quella cui segue l’oblio.
Tale potenza nascosta donde s’irradia la rovina e lo stritolio, ha
annullato qui tanta storia, tanta bellezza, tanta grandezza.
Ma ne è rimasta come l’orma nel cielo, come l’eco nel mare.
Qui dove è quasi distrutta la storia, resta la poesia.”
(Giovanni Pascoli, "Un poeta di lingua morta", Pensieri e
discorsi, 1914)
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sabato 3 agosto 2013
quasi un decennio
Con l’ultimo bonifico (in
realtà ho appena scoperto che è il penultimo perché la mia deformazione
professionale ha evidenziato dei conti fatti male...) desidero intervenire su un
pezzo della mia vita lungo quasi un decennio…
Non so quante volte mi è
capitato di pensare a cosa avrei scritto in questo intervento.... anche se a
dire la verità data l'amarezza degli ultimi tempi (avete presente l’impressione
di camminare sul filo del rasoio?) avevo anche pensato di andarmene senza dire
nulla.....
Ebbene si, ho deciso di
lasciare! il 18 gennaio 2013 mi ha visto andar via da quella che è stata a lungo la mia seconda casa...quella che a volte diventava la prima...quando le ore che ci dividevano dal prossimo incontro erano davvero poche...
Per questo devo ringraziare in
parte la mia perseveranza e caparbietà....
Per questo mi sento di
consigliare a tutti coloro che hanno un sogno o delle
"ambizioni" di crederci e non
mollare!
Tante le persone con cui ho
lavorato, riso, scherzato e imprecato in questi anni di collaborazione. Sono
stati anni vissuti davvero intensamente, quasi in apnea sempre di corsa ad
inseguire progetti, clienti, fatturati, incassi, organizzazioni e report dei
colleghi! Certo a volte mi sono fatta anche inseguire...dai fornitori!
Questa corsa
non sarebbe stata fatta con il sorriso sulle labbra, se non avessi avuto un
gruppo di amici, prima che colleghi.
Dopo quasi un decennio porto a
termine un allegorico “viaggio” durante il quale ho conosciuto una pluralità di
esseri umani: capi, colleghi, ex colleghi, amici, collaboratori, clienti e
fornitori e un particolare "padrone di casa".
Un pensiero comunque va a
tutti i miei colleghi, a quelli in servizio e a quelli che non ci sono più, dal
più simpatico a quello che mi ha fatto di più irritare (i sorrisi senza i nervosi
non si godono fino in fondo), ai più amici che colleghi che mi hanno dato la
forza per superare ogni ostacolo, ogni pena quotidiana, ogni incomprensione;
con tutti ho cercato sempre di confrontarmi ed insieme, o perlomeno, con la
maggior parte, abbiamo lavorato con lealtà e stima.
Ognuno mi lascerà un ricordo,
anche la persona più silenziosa, quella con la quale ho avuto sporadici scambi
di battute, fosse solo per il fatto che mi ha accompagnato in questo vero e proprio viaggio.
Buona fortuna a tutti dal
profondo del mio cuore!
Potrei raccontarne tante, ma
preferisco chiudere pensando che a qualcuno mancherà la mia presenza come a me
mancherà la presenza di qualcuno.
Nella mia quotidianità ho
sempre cercato ciò che unisce, convinto che l’unione fa la forza; con caparbietà
ho sempre chiesto la massima collaborazione da tutti, consapevole che si può
operare bene anche rivestendo ruoli diversi, illudendomi a volte che i rapporti
fossero improntati alla massima lealtà ed operosità. Indubbiamente, molte cose
potevano essere ancora fatte o potevano essere fatte meglio; se ciò non è avvenuto
è stato per involontaria inadeguatezza e non per scarsa considerazione dei
problemi.
Ho imparato che non si può
fare tutto da soli, sono indispensabili per andare avanti i compagni di viaggio
"adeguati", quelli che ti danno gli stimoli giusti.....
Ma quando parlo di stimoli
giusti non mi riferisco solo al sostegno che ho ricevuto da tutti coloro con
cui ho instaurato il giusto “feeling” ma anche ad altri tipi di stimoli......
Pertanto grazie anche a
chi....mi ha fatto sentire solo un numero...non ha creduto in me ...è stato
incapace di creare un gruppo armonioso.... tutti questi "stimoli" mi sono
stati indispensabili per non mollare!
Quindi voglio ringraziare e
salutare le persone che in questi 9 anni e 4 mesi mi sono state vicine nei
momenti belli e non, tutti coloro che hanno condiviso con me questo cammino
che, non c'è bisogno che ve lo dica, è stato davvero duro ma a volte ha saputo
regalarmi dei momenti felici...
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giovedì 20 giugno 2013
Incontri
Incontriamo persone perfette,
in alcune tappe della nostra vita,
perfette nella loro imperfezione,
perfette per come le vediamo noi.
E tante volte, tantissime volte,
il momento è quello sbagliato.
O le incontriamo troppo tardi,
quando abbiamo già legami forzati e indistruttibili,
o, addirittura, è troppo presto,
e non è ancora "tempo" per legami solidi.
Ho passato un sacco di tempo a credere
che fosse ingiusto, che si potesse rimediare,
che si potesse far qualcosa,
della serie "alla fine vissero tutti felici e contenti",
ma la verità è che i finali sono già scritti,
da qualcuno che ha preferito farlo prima di noi.
E non possiamo fare altro che tenerci quei legami così,
un po'a metà, un po' consumati.
Alla fine, credo, chi deve tornare ritorna,
altrimenti, eran solo persone il cui compito era insegnarci qualcosa.
Tutto qui.
Forse non è giusto, ma non è neanche sbagliato.
(Gin)
in alcune tappe della nostra vita,
perfette nella loro imperfezione,
perfette per come le vediamo noi.
E tante volte, tantissime volte,
il momento è quello sbagliato.
O le incontriamo troppo tardi,
quando abbiamo già legami forzati e indistruttibili,
o, addirittura, è troppo presto,
e non è ancora "tempo" per legami solidi.
Ho passato un sacco di tempo a credere
che fosse ingiusto, che si potesse rimediare,
che si potesse far qualcosa,
della serie "alla fine vissero tutti felici e contenti",
ma la verità è che i finali sono già scritti,
da qualcuno che ha preferito farlo prima di noi.
E non possiamo fare altro che tenerci quei legami così,
un po'a metà, un po' consumati.
Alla fine, credo, chi deve tornare ritorna,
altrimenti, eran solo persone il cui compito era insegnarci qualcosa.
Tutto qui.
Forse non è giusto, ma non è neanche sbagliato.
(Gin)
mercoledì 20 marzo 2013
Addio
I veri addii scattano nella mente, sono silenziosi.
Sono i più veri, i più pericolosi.
Sono quelli che tieni per te.
E puoi anche continuare a sentirla una persona.
Non ti avrà più se l’hai salutata dentro.
(M. Bisotti)
martedì 8 gennaio 2013
Il palcoscenico della vita
Non è importante come entri nel palcoscenico della vita degli altri, l’importante è l’uscita di scena; quindi prendi fiato, sorridi comunque sia andato lo spettacolo e fai il tuo inchino migliore. Ma soprattutto, non concedere mai il bis ad un pubblico che non lo merita.
(da Il difetto di Amanda; Tumblr)
domenica 6 gennaio 2013
Poesia
Credo in te, amico.
Credo nel tuo sorriso,
finestra aperta nel tuo essere.
Credo nel tuo sguardo,
specchio della tua onestà.
Credo nella tua mano,
sempre tesa per dare.
Credo nel tuo abbraccio,
accoglienza sincera del tuo cuore.
Credo nella tua parola,
espressione di quel che ami e speri.
Credo in te, amico,
così, semplicemente,
nell'eloquenza del silenzio.
(Elena Oshiro)
venerdì 23 novembre 2012
Cos'è l'amore...
“Io non pretendo di sapere cosa sia l’amore per tutti, ma posso dirvi che cosa è per me: l’amore è sapere tutto su qualcuno, e avere voglia di essere ancora con lui più che con ogni altra persona. L’amore è la fiducia di dirgli tutto su voi stessi, compreso le cose che ci potrebbero far vergognare. L’amore è sentirsi a proprio agio e al sicuro con qualcuno, ma ancor di più è sentirti cedere le gambe quando quel qualcuno entra in una stanza e ti sorride.”
(Albert Einstein)
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