sabato 20 dicembre 2025

Un anno di più

Il tempo sta passando e ho imparato a fare le sottrazioni.
Tolgo, e sempre meno voglio.
Meno rumore, meno corse senza meta,
meno parole vuote che si dissolvono nel vento.
Tolgo i tacchi che facevano male ai piedi,
e con loro le maschere che pesavano sul cuore.
Scelgo passi comodi, sinceri, strade che non graffiano l’anima per arrivare chissà dove.
Tolgo i vestiti che stringono, le abitudini che soffocano, le persone che restano solo per convenienza, e non per amore, non per verità.
Voglio meno, ma quel poco sia vero.
Un caffè lento al mattino, una voce che mi chiama con affetto, una casa che profuma di pace, una vita che non chiede di essere corsa, ma vissuta.
E mentre tolgo, mi accorgo che guadagno.
Guadagno spazio per respirare, tempo per fermarmi a guardare il cielo, luce per distinguere chi resta da chi finge, silenzio per ascoltare me stessa.
Il tempo passa, ed è un dono.
Mi insegna che nel sottrarre c’è la vera ricchezza.
(Marika Campeti)


venerdì 14 febbraio 2025

9 anni senza te

"Quando le persone se ne vanno, almeno fisicamente, da questa terra, conviviamo con una sensazione strana per tutti i mesi e gli anni a seguire.
Da un lato la razionalità ci permette di capire che non li rivedremo più, da un altro lato ci sentiamo come se quelle persone fossero semplicemente partite e si trovassero lontane, in un posto dove non basta un volo per arrivare e dove non c’è social o connessione che tenga! Da nove anni convivo con questa sensazione. E nove anni sono così tanti che quasi faccio fatica a ricordare la sua voce. Però ricordo ogni giorno chi era e che persona mi ha insegnato ad essere. E alla fine credo si intenda questa per vera “vita eterna”, ciò che di noi lasciamo in terra, nei nostri figli o nel cuore di chi abbiamo incontrato e conosciuto nel corso della nostra vita. Ogni giorno che passa, mentre percorro il mio cammino, scopro di essere il risultato di ciò che mi è stato mostrato e insegnato. Ogni giorno che passa ritrovo in me così tanto di mio padre e rinnovo quotidianamente un senso di orgoglio che mi fa percepire come nettamente inferiori anni che invece iniziano ad essere tanti. Anche oggi so che lui c’è e che in verità non è andato poi così lontano, anche quando ogni natale ho quella strana sensazione di non aver mandato proprio a tutti gli auguri, anche quando mi sembra manchi sempre un regalo all’appello. Però lui c’è, lo ritrovo in moltissimi miei comportamenti, nel modo in cui guardo il mondo e le persone, nel modo in cui affronto la mia vita e tutto ciò che arriva. Nove anni fa non lo avrei mai detto!
Quindi mi dico: “al diavolo la voce!”. Ricordo i suoi occhi, il suo sguardo, la sua risata e la persona gentile che sapeva essere con tutti. Questo è di più. Molto di più."